Il fabbisogno della fattrice cambia molto fra il periodo iniziale della gestazione e il picco di produzione del latte. Aumentare enormemente il cibo subito dopo l'accoppiamento non è corretto; sottostimare l'allattamento è altrettanto rischioso.
Prima della monta e all'inizio della gestazione
Una fattrice dovrebbe iniziare il percorso riproduttivo in buone condizioni corporee con una dieta completa e adatta alla fase. Il veterinario esamina storia sanitaria, eventuali patologie e parametri di selezione. La quantità di alimento prima della gravidanza fornisce un riferimento per misurare variazioni successive.
Secondo Merck, nelle prime due parti circa della gestazione l'energia richiesta può rimanere vicino al mantenimento se la cagna non è sottopeso. La formulazione per crescita/riproduzione può essere introdotta secondo la valutazione del professionista.
Ultimo terzo: incremento indicativo del 20–30%
Con l'accelerazione della crescita fetale nell'ultimo terzo, il Merck Veterinary Manual descrive un aumento totale della quantità di alimento di almeno circa il 20–30% rispetto al mantenimento, modulato secondo numero di feti, peso, condizione della fattrice e densità energetica. È un intervallo generale e non un dosaggio per ogni gravidanza.
Esempio matematico: una cagna che manteneva la condizione con 1.500 kcal/giorno potrebbe avere come primo riferimento 1.800–1.950 kcal/giorno (+20–30%). Se l'alimento contiene 4.000 kcal/kg, questo corrisponde a 450–488 grammi/giorno. Va rivisto clinicamente e non è adatto a ogni soggetto.
Allattamento: perché possono servire 2–4 volte le calorie
La lattazione può far crescere molto la richiesta energetica. Merck riferisce che, in relazione soprattutto alla dimensione della cucciolata, possono occorrere due-quattro volte i livelli di mantenimento. È una gamma fisiologica indicativa, non un obiettivo da imporre in modo indiscriminato sin dal giorno del parto.
Il veterinario definisce dieta, accessibilità del cibo e monitoraggio. La madre va sorvegliata per perdita di peso, peggioramento del BCS, scarsa lattazione, disidratazione, febbre o alterazioni mammarie. Anche andamento del peso e comportamento dei piccoli sono segnali utili.
Alimento completo, proteine, grassi e acqua
Durante gestazione e lattazione occorrono nutrienti altamente disponibili. Un alimento completo indicato per crescita/riproduzione può essere appropriato; densità calorica e digeribilità permettono alla fattrice di introdurre energia senza eccessivo volume alimentare. Non basta scegliere il prodotto col contenuto proteico percentuale più elevato.
Mettere sempre a disposizione acqua pulita e aumentare la sorveglianza. Ogni dieta deve essere valutata anche per eventuali reazioni gastrointestinali e per l'idoneità a madre e piccoli.
Calcio e altri integratori: prudenza
Integrare calcio di routine a una fattrice che riceve una dieta completa non è generalmente necessario e può essere controindicato. La prevenzione dell'ipocalcemia puerperale non consiste nel somministrare prodotti a caso; tremori, rigidità o convulsioni richiedono immediata valutazione veterinaria.
Vitamine liposolubili, medicinali e piante medicinali non sono automaticamente sicuri in gravidanza e lattazione. Valutare ogni prodotto col veterinario curante, compresa l'esposizione dei cuccioli attraverso il latte.
Puerperio e ritorno a mantenimento
Dopo lo svezzamento la produzione di latte diminuisce e la razione va riadattata progressivamente. Riduzioni brusche, malattie mammarie e condizioni particolari richiedono un protocollo veterinario specifico. Seguire BCS, peso, appetito, qualità delle feci e stato riproduttivo.
Conservare diario della cucciolata e informazioni sul prodotto alimentare usato consente di valutare l'efficacia del piano e migliorare la gestione di future gravidanze.
