Definizione e meccanismo
La displasia coxofemorale (CHD, Canine Hip Dysplasia) si sviluppa durante la crescita ed è caratterizzata da una congruenza inadeguata tra testa femorale e acetabolo, associata a lassità articolare. L'instabilità può favorire progressivamente dolore, alterazioni della cartilagine e osteoartrosi. Non tutti i cani mostrano gli stessi segni clinici.
Ereditarietà e ambiente
La predisposizione genetica è considerata il principale singolo fattore di rischio, ma la condizione non segue un semplice modello monogenico. La crescita troppo rapida e un eccessivo apporto energetico possono influenzare lo sviluppo articolare. Lo studio di Distl e colleghi (1991), condotto su 10.595 Pastori Tedeschi, ha analizzato l'influenza di fattori genetici e ambientali sulla frequenza della displasia.
Segni clinici e diagnosi
Un cane può presentare difficoltà nell'alzarsi, zoppia, rigidità, riduzione dell'attività o nessun sintomo evidente. L'esame clinico e la diagnostica per immagini sono fondamentali per l'inquadramento; la lettura delle lastre deve rispettare il protocollo appropriato e il contesto clinico.
Prevenzione e selezione consapevole
Il controllo del peso corporeo, la gestione della crescita e il confronto con il veterinario sono elementi importanti. La documentazione sanitaria dei riproduttori è utile ma non garantisce da sola l'assenza della patologia nella discendenza. Un programma di allevamento responsabile valuta anche la genealogia e le informazioni sui parenti.
Quando chiedere una visita
Zoppia persistente, dolore, cambiamento nella mobilità o riluttanza al movimento richiedono una valutazione veterinaria. Non modificare l'attività o somministrare farmaci senza indicazione professionale.
